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Nome: Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus)
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Cinclidae
Specie tipica delle acque correnti collinari e montane, il merlo acquaiolo è ben diffuso su tutto l'arco alpino ed è comune in genere tra il settore prealpino e i 1800 m di quota, con massimi abitudinali fino intorno ai 2200-2300 m.
Vive lungo i fiumi e torrenti con acque fresche, limpide e non inquinate, prediligendo quelle a rapido scorrimento e poco profonde.
Delle dimensioni simili ad un tordo, ha una struttura compatta e tondegiante, con collo breve e coda corta. L'adulto è quasi completamente bruno-rossiccio, più scuro su ali, coda e dorso e con la sola gola e il petto bianchi molto evidenti. Il giovane e superiormente grigio, chiaro e squamato di scuro sulle parti inferiori. Passeriforme dal comportamento caratteristico, non si posa praticamente quasi mai sulle piante e quando non è in acqua si posa sui sassi o altri posatoi bassi sulla riva o affioranti dall'acqua. In queste occasioni adotta una postura eretta e in genere piega nervosamente le zampe e la coda verso il basso. Abilissimo in acqua, ricrca il cibo ruotando e camminando immerso anche controcorrente e cercando gli invertebrati dei quali si nutre tra il pietristico e la sabbia del fondale. In superficie nuota di frequente procedendo semisommerso per brevi tratti, usando le ali come pagaie.
In volo, sempre basso sull'acqua, è diretto o a zig-zag tra le rocce e gli ostacoli emergenti; in queste occasioni viene emesso spessoverso di contatto, un aspro e penetrante "trett". Specie territoriale e solitaria, costruisce il nido (globoso e con ingresso laterale in basso) di solito in un anfratto della roccia o di un manufatto e sempre a brevissima distanza dall'acqua, quasi sempre dietro ad una cascata o in un piccolo salto dell'acqua. In media 4 le uova deposte, con i giovani che lasciano il nido entro le tre settimane di vita. Una o due le covate annue.
Migratore parziale, in inverno il merlo acquaiolo abbandona i tratti più alti e ghiacciati dei torrenti alpini e compare con regolarità anche nei corsi d'acqua di pianura.
L'uso per fini idroelettrici dei corsi d'acqua montani e il loro inquinamento sono i principali fattori di minaccia per questa delicata specie.
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